24/11/11

Altra Vita

C’è un posto dove la terra assume il significato di una vita altra. Diversa ma possibile. Una scelta. Forse migliore, forse più dura. In questa vita domina il silenzio. L’odore costante del freddo e della legna che brucia. Il profumo dell’erba e del fieno. La melma fangosa dello sterco di mucca e il grugnire dei maiali. La luce scandisce davvero le ore dalla veglia al sonno profondo e nella notte il buio è solo un abisso di nero. Se le stelle si lasciano guardare ti entrano dentro dagli occhi e dalla gola, a miliardi, così tante. Altrimenti è solo il suono placido del vento o del bosco tra l’oscurità dei rami o la nebbia. In questo posto il lavoro è la vita. Lavoro vero, lavoro umano.
Aprire la terra a colpi di zappa per vederne nascere i frutti. Raccogliere i dono del bosco e degli alberi. Nutrire ed allevare le bestie che ti daranno la carne. Il coraggio di far nascere e veder crescere l’animale che ti nutrirà. Il coraggio di ucciderlo con le tue mani. Senza esaltazione. Senza crudeltà. Con un rispetto antico, il coraggio di un gesto la cui umanità si perde nella notte dei tempi. Nessuno più oggi mangia ciò a cui ha dedicato del tempo, dell’affetto, con cui si è sporcato le mani e i vestiti di terra o di sangue. Oggi le cose ci sono da sé, nei supermercati e la carne non è animale vivo di sguardi, respiri, calore ed abitudini. La carne è solo bistecca già pronta mai vista muoversi da muscolo, mai accarezzata dolcemente sul muso. Dova ti restituisce la dimensione dell’uomo. Il rispetto per una vita che non ha altre ambizioni se non quella di essere vita. Poco al di sotto del cielo. Poco al di sopra della terra. Puoi perdere il tuo sguardo in un mare di nebbia. Un’altra vita. Potresti quasi fermarti, forse ritrovare te stesso. Potresti quasi fermarti qui a Dova dove tutto ti sembra vero e sensato. Intensa percezione dell’essere umano.

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