
Luglio 2009
Tramontana sotto un cielo plumbeo. Genova. L’odore del mare. L’odore putrido di fogna alla foce dei fiumi. Gabbiani volano tetri nel cielo della città. Si nutrono di spazzatura e
con i loro becchi nella carne viva dei piccioni. Rantolanti sanguinano spolpati vivi. Genova è di una bellezza senza pari. L’odore di piscio ti assale nei vicoli bui. Ci sei nato in questi vicoli, ci sei cresciuto, eppure potresti ancora perdertici. Tra i
negozi, gli spacciatori e le puttane, imboccando il caruggio sbagliato. Genova pulsa di vita. Di una vita sporca, reale e sofferta. Il porto, le grandi fabbriche. Il lavoro qui piano sta morendo. Sorgono vetrine, lucidi centri commerciali. Vuoti. Si smantellano le grandi macchine che producevano. Parte della vita di tanti operai. Piena. Genova ti usa. Ti prende, ti affascina , ti sfianca, ti alcolizza e poi ti lascia morire. Spesso da solo, in una stanza buia. Una bottiglia di grappa appoggiata al comodino... e in lontananza il rumore del mare.
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(concorso campercitytelling, una città in 800 battute).
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