14/11/11

Una tenda, una spiaggia, un bagno all'alba

Giugno 2009
Una spiaggia, una tenda. La sabbia che piano si svuota, il mondo che diventa nostro. Nessuno. Solo una croce di pietra che guarda il mare e il mare che guarda noi. Ci protegge su quelle pietre da cui dominiamo l’esistente. Uniti in un solo corpo bellissimo ed unico. Io e te, te ed io, il mare gli scogli, la vita dentro un attimo. Arancione vivo, avorio e marmo, castano ebano contro il blu profondo del mare. Contro il grigio chiaro della roccia che ci accoglie, contro il verde degli arbusti che respirano insieme a noi. Un attimo. Una sensazione tremante attraverso l’iride dentro i nostri corpi. Dentro il nostro corpo. Solo, tra pietra, acqua e piante. Nel silenzio delle onde che si infrangono in fondo, sotto di noi. . .
Il silenzio dei pescatori che immergono lenza in un bisbiglio di voci profonde. Il silenzio del fumo, dell’odore di carne che si sparge nell’aria. Il silenzio dello sciabordio dell’acqua, il silenzio dei tuoi occhi. Il silenzio del tuo sorriso. Il suono del silenzio della natura. Aria sempre più fresca, sabbia fredda sotto gli asciugamani umidi. Asimov ci racconta leggende dentro un cielo stellato e i bagliori gialli degli ami nell’acqua scandiscono ore che volano in minuti. Minuti che restano fermi nell’eternità dei nostri corpi accoccolati senza tempo. Tra le rocce il sonno placido di una tenda calda di umanità. Solo poche voci che svaniscono nel buio. Solo il pluf del mare notturno. Una luna che veglia sull’oceano e ci accarezza facendoci sognare. Sogni dolci e reali. Di una spiaggia deserta, di una tenda. Di due corpi abbracciati caldi l’uno per l’altro.
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Arancione vivo. . Poi nasce un raggio di sole, si sveglia. Parte dal magma fuso della vita ed illumina lo spazio. Veloce attraversa istantaneamente centinaia di migliaia di chilometri di freddo, buio niente. Sa che ha una missione e la porterà a termine. Arancione vivo. Raggiunge l’orizzonte, sfiora la superficie dell’acqua, passa attraverso trilioni di molecole d’aria, entra tra le rocce in una spiaggia addormentata e colpisce il tuo viso. Ed è come se l’universo fosse stato creato per noi. Rosa. Il tuo viso. I tuoi capelli. Il cielo incendiato dal sole nascente. Il mare argenteo. E tutto porta scritto due nomi. Incisi indelebilmente nell’essenza dell’essere. Ombre solide che si muovono nella parvenza delle cose. Il grido di un nuovo giorno che nasce. Luce che viene alla luce. Una petroliera che scorre in lontananza. Un gabbiano che spruzza cromato il mare. Rosa. Ebano. I tuoi occhi. Il tuo sorriso. Marmo. Il tuo corpo. La tua forza. Il giorno che nasce per te. L’aria che si colora per te. Un brivido di piacere del mare tiepido. Sogna di toccare il tuo corpo nudo. Sogna di poterti avere sempre con sé. Anche il mare è piegato alle leggi dell’esistenza. Anche il mare è piegato a noi due. Vita. Una tenda, una spiaggia, un bagno all’alba. I tuoi seni che mi sfiorano. La certezza di non voler essere che con te. Una tenda, una spiaggia, un bagno all’alba.
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Il nostro intenso silenzio.

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