L‘uomo camminava sul bordo della diga come aveva fatto mille altre volte. Una lieve brezza increspava l’acqua sotto un cielo livido. L’uomo si fermò un momento ad osservare il lago. Tutta quell’acqua. Nera di un nero impenetrabile. Lo sguardo dentro quelle profondità infinite. Per un attimo immaginò di tuffarsi. Un abisso senza tempo né luce dove l’uomo si perde vagando nel buio. Sopra di lui sa esserci il cielo, forse un cielo stellato, ma l’uomo una volta tuffatosi sa che quel cielo non lo vedrà mai più. Affonda piano assorbito dal ventre oscuro del lago.
A questi pensieri un brivido passò per la schiena dell’uomo che guardava il lago. Se la diga avesse dovuto cedere sarebbe stato un disastro. Tutta quell’acqua. Tutto quel buio. E sotto la diga tutto il suo mondo, tutto l’esistente. L’uomo riprese la sua passeggiata. Ma non succederà mai, pensò l’uomo. La diga è costruita con il miglior cemento armato, con le tecniche più innovative e sicure. Il suo spessore è troppo grande. La diga non cederà mai. L’uomo passeggiava sul cemento e si perdeva nei suoi pensieri sotto quel cielo livido di pioggia. Spirava una brezza leggera. CRACK!”Oh mio dio scappate!” L’uomo si trovò per terra, la terra aveva tremato. Una sirena
si accese di una luce rossa abbagliante ed iniziò il suo lungo ed assordante lamento. “Scappate! Scappate! Si è aperta una falla!” La gente intorno a lui correva come impazzita in ogni direzione. Il cemento sotto i suoi piedi ora tremava costantemente. “Scappate!” La luce rossa.”Scappate!” L’uomo guardava la superficie nera del lago che ora ribolliva e ondeggiava. “Scappate moriremo
tutti!” La sirena urlava. L’uomo si sdraiò per terra e guardò il cielo. Le nuvole erano scure e gonfie. Presto pioverà pensò.
L’uomo chiuse gli occhi e respirò, aspettando le prime gocce che sarebbero venute a bagnarlo.

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